martedì 10 luglio 2012

Sembra passato un secolo..

..ma effettivamente sono passati quasi 3 mesi dal mio ultimo post.
Complici stress personale, lavoro e università, ho dovuto lasciare indietro il blog.
Prometto che a breve il Digest tornerà alla carica, regolare e ricco di cazzate cose interessanti di cui parlare.
Approfittando di questo post, vi vorrei aggiornare sui vari progetti.
Per quanto riguarda il Progetto G, come ormai molti sapranno si tratta di Gamerland, il programma di videogiochi online su video.mediaset.it e sul canale 39 del Digitale Terrestre ogni giorno alle 23.
Mercoledì prossimo alle 14.30, ovvero il 18 Luglio, andrà online la decima e ultima puntata della prima edizione.
Fino ad ora è stata una bellissima esperienza, ho avuto la possibilità di conoscere un sacco di gente simpatica e fare un sacco di cose fighe. Se avete voglia di guardarlo, alla fine del post trovate un link.

Per quanto riguarda Countdown to Casualty, il progetto è ancora fermo a livello di sviluppo, ma ho tantissime idee scritte e altrettante che mi frullano per la testa. Appena riuscirò a mettermici su, penso ne uscirà una figata. O almeno spero. Diciamo che la data ipotizzabile di uscita è Natale 2012.

Chiudere qui il post mi sembrerebbe brutto dopo tutto questo tempo, e per questo vi lascio non con qualche pensiero, ma con qualche consiglio su cosa giocare/ascoltare/leggere e balle varie.

Per i possessori di PSP, andate assolutamente a recuperare Castlevania: The Dracula X Chronicles, che non solo continene la versione rimasterizzata e "pompata" di Rondo of Blood, ma anche la versione originale PSX di Symphony of the Night, un gioco per cui la parola "capolavoro" è un eufemismo.

Per possessori di Xbox360 e PC e amanti degli RPG, assolutamente The Witcher 2. Un gioco che raggiunge vette altissime sotto ogni punto di vista. Ai possessori di PS3, non resta che sperare che quei bravi ragazzi di CD Projekt facciano una "conversione" anche per la console di casa Sony.

Per gli amanti degli Anime, e possessori di Xbox360 o PS3, Asura's Wrath. Definirlo un videogame mi sembra "esagerato", ma come anime è davvero bellissimo, magnifico direi.

Per questo e tanto altro, non vi resta che aspettare ancora qualche giorno.

E ricordate...

DON'T PANIC!


Gamerland

lunedì 23 aprile 2012

Digest Deluxe #1

Yohoho!

Sì, lo so, come sempre sono in ritardo sulle scadenze che mi prefisso. Ma vabbè.
Vi avevo promesso un digest ricco di contenuti, e così sarà, perché cercherò di trattare ogni argomento possibile che tratto solitamente nei vari Digest.

Come sempre, partiamo dagli Anime. Siccome ultimamente ho parlato di classici, direi di "chiudere" in bellezza il periodo amarcord con Akira. Dei tanti anime che ho visto, non ricordo un disegno così bello. La naturalezza dei disegni è tale che mi sono sentito immerso nel mondo del film. Sì film, perché a parte il manga, di Akira esiste solo un film. Senza spoilerare troppo, la storia è ambientata a Neo-Tokyo, città sorta dopo che Akira, un potente umano dotato di poteri psichici che lo rendono simile ad un dio, distrusse Tokyo dopo aver perso il controllo dei propri poteri. All'inizio del film troviamo Shotaro Kaneda, capo della banda di motociclisti chiamata Capsules, alle prese con un inseguimento/combattimento con la gang rivale dei Clowns. Durante lo scontro Tetsuo Shima, miglior amico di Kaneda, rimane ferito quando la sua moto esplode mentre sta per investire uno strano bambino deforme. Sul posto arrivano immediatamente i militari, che arrestano Kaneda e la sua banda, mentre Tetsuo viene portato privo di sensi in un posto sconosciuto. Lì, il Colonnello Shikishima e il dottor Onishi scoprono che Tetsuo ha dei poteri psichici simili a quelli di Akira. E direi che può bastare, visto che dire qualcosa in più significherebbe spoilerare qualcosa di importante, anche perché in 2 ore scarse di film sono condensati 6 enormi volumi manga. A prescindere dai propri gusti, è innegabile l'importanza di questo film. Infatti è grazie ad esso se l'America si innamorò definitivamente dell'animazione giapponese e, di conseguenza, è anche grazie ad esso se ora vengono importati in America ed Europa ogni tipo di anime. A mio avviso rimane ancora oggi uno dei più grandi capolavori cyberpunk/sci-fi, sia a livello di anime che di film live-action.

Nell'attesa che escano i Videogames che mi interessano (Diablo 3, Prototype 2 e Max Payne 3), vorrei dare le mie impressioni su anteprime viste, beta provate e teaser di giochi in sviluppo. Cominciamo con la beta del momento, ovvero Ghost Recon: Future Soldier. Sparatutto in terza persona molto tecnico. Significa che per chi è abituato a giocare a CoD andando allo sbaraglio senza gioco di squadra o senza una buona tattica in mente, sarà un vero inferno. Farà invece la gioia delle decine di migliaia di camperoni presenti in CoD, visto che posizioni vantaggiose a questo scopo ne ho trovate molte nelle due mappe disponibili. La modalità di gioco disponibile in questa beta è solo la classica conquista degli obiettivi che si muovono sulla mappa. Tutto sommato è piacevole, il gioco è fluido ed il gameplay impegnativo, anche se la curva di apprendimento non è troppo ripida. La cosa davvero figa è la possibilità di modificare quasi completamente la propria arma, scegliendo il grilletto, mirini, caricatori, sotto-canna e altre opzioni che dovrebbero essere 8 o 9 se non ricordo male. Dell'altra beta a cui sto giocando, ovvero Diablo 3, ne ho già parlato, ergo vi rimando al Digest corrispondente. Ho anche la beta di Mists of Pandaria, nuova espansione di World of Warcraft, ma siccome il mio portatile ha deciso di prendersi un riposo eterno, mi sa che finirò per giocare direttamente alla versione definitiva. Passando alle anticipazioni, non vedo l'ora di vedere qualcosa di più di Crysis 3. Ho letteralmente amato il primo e il secondo. Il primo per la campagna single-player, il secondo per il multiplayer che, dopo aver provato tutti gli sparatutto online, ritengo sia il più bello. Mi dispiace un casino che sia stata rimandata l'uscita di Darksiders 2, il primo mi è piaciuto non poco, e questo sembrerebbe molto migliore.

Passando ai Fumetti, vorrei analizzare brevemente le uscite legate all'appena conclusosi evento Flashpoint, mega-maxi-saga che ha sconvolto l'Universo DC a tal punto da essere il catalizzatore per il Reboot, che ricordo arriverà anche qui in Italia a partire da settimana prossima. Gli albi cardine sono 5 (pubblicati in due volumi in Italia) e ruotano attorno a Flash, che cerca di scoprire cosa sia accaduto al proprio universo, e come mai abbia perso i propri poteri. In sé la trama è ben orchestrata, fornisce molti spunti, anche se molti non vengono approfonditi. Ma meglio così, perché proprio per espandere la "mitologia" di questo Universo, sono state create molte miniserie. Purtroppo in Italia sono state pubblicate solo 6 di queste, anche se queste sono le più importanti. Pubblicate sotto il nome di Il Mondo di Flashpoint, narrano le vicende di Hal Jordan, che in questo universo non è mai divenuto Lanterna Verde poiché Abin Sur non è morto. Ed infatti l'altra mini presente su MdF 1 è proprio quella di Abin Sur che, schiantatosi sulla Terra, si dichiara difensore degli Stati Uniti nella guerra tra Themyscira ed Atlantide. In MdF 2 troviamo le mini di Batman e Superman, di cui ho già parlato un paio di Digest fa (a mio parere è il miglior volumetto dei 3). Nel terzo ed ultimo MdF troviamo le mini di Wonder Woman e Aquaman. Esattamente come gli altri già citati, anche loro sono profondamente cambiati e in questo volume scopriamo perché sia in corso una guerra di proporzioni mondiali tra le due popolazioni (che ha addirittura portato allo sprofondamento nei mari dell'Europa). La qualità delle storie sin qui citate è davvero alta, sia a livello di trama in sé, sia dal punto di vista artistico. Unico altro albo legato alle vicende di Flashpoint è il quinto ed ultimo numero di Booster Gold. Sinceramente non saprei cosa dirvi, visto che non mi è ancora arrivato, ma vabbè, spero di leggerlo al più presto.

Il momento della Musica è giunto, e vorrei parlare di un album non nuovo, si parla infatti del 2005. L'album in questione è Kezia, disco di debutto dei Protest the Hero. Probabilmente i più ricorderanno i PtH per il loro secondo album, Fortress, che grazie a canzoni orecchiabili caratterizzate da una "furia tecnica" devastante è diventato immediatamente strafamoso e ha portato il gruppo nell'olimpo delle band del momento. Io però devo dir la verità, preferisco il loro debutto. Ok, qui non mostrano ancora la maturità artistica mostrata in Fortress e successivamente in Scurrilous e nemmeno fanno enorme sfoggio di tecnica, ma lo ritengo molto più emozionante. Le canzoni sono molto più personali e molto più "sentite", e lo si sente soprattutto nella voce. Escludendo la componente emotiva, è un album Mathcore molto solido sin dall'inizio, ma il meglio di sé lo da dalla traccia 6, Blindfolds Aside, fino alla closer A Plateful of Our Dead. Queste 5 tracce hanno tutto ciò che serve ad una band Metalcore per rendersi memorabile. Se dovessi consigliare dei brani, sarebbero dunque questi 5, ovvero Blindfolds Aside, She Who Mars the Skin of Gods, Turn Soonest to the Sea, The Divine Suicide of K. e A Plateful of Our Dead. L'album in sé racconta una storia, ovvero quella dell'esecuzione di Kezia, ed è diviso in 3 parti, ognuno costituito da 3 canzoni più una di epilogo. Ognuna di queste parti narra i pensieri e la storia dagli occhi di uno dei 3 protagonisti, ovvero il prete della prigione, una delle guardie del plotone di esecuzione e Kezia stessa.

Sulla scelta della Serie TV ero molto indeciso, ma alla fine ho scelto Chuck. Per chi non la conoscesse, parla di Chuck Bartowski, impiegato al Buy More (classico grande magazzino di elettronica), il quale un giorno riceve una mail da un suo ex compagno di college, che ora lavora segretamente per la CIA. Quando Chuck apre questa lettera, il database di tutti i segreti di stato vengono scaricati nel suo cervello. In breve tempo verrà trovato da Sarah Walker e John Casey, due spie degli Stati Uniti, con i quali comincerà a collaborare grazie ai "flash" che gli vengono ogni volta che vede qualcosa di collegabile ad uno dei segreti da lui custoditi. Si è conclusa all'inizio di quest'anno con la quinta stagione che cristo non sono ancora riuscito a vedere. Oltre ad essere d'azione, lo show è anche e soprattutto molto comico, grazie soprattutto ad alcuni comprimari, ovvero gli impiegati del Buy More, tutti amici di Chuck. Mi è piaciuto molto il fatto che i personaggi non siano, come in moltissimi altri telefilm, perennemente bloccati ad un'età prestabilita e ad una maturità fissa, ma si evolvono, se non stravolgendo, ma comunque cambiando in modo coerente.

Devo dir la verità, sulla scelta del Film ero molto confuso, ma alla fine ho scelto quello che rappresenta una svolta nella mia vita, ovvero Il Grande Lebowski, un film dei fratelli Coen del 1998. Direte voi "addirittura una svolta di vita?". Beh sì, perché se si guarda il Drugo (protagonista della pellicola, interpretato da Jeff Bridges) e si va oltre l'impressione negativa che in superficie è scontato avere nei suoi confronti, si possono imparare molte cose. E poi dopo che scopri il White Russian, come fai a vivere senza? Tornando al film, racconta la storia di Jeffrey Lebowski, conosciuto da tutti come Il Drugo, un disoccupato di Los Angeles amante del bowling. La storia comincia con il Drugo che, appena tornato a casa, viene pestato da due tizi, uno dei quali piscia sul suo tappeto (tenetelo bene a mente). Il tutto nasce da un equivoco: l'obiettivo dei due energumeni era infatti un altro Jeffrey Lebowski (David Huddleston), un veterano di guerra multi-miliardario. Il casino comincia quando la moglie di Lebowsky viene rapita ed egli chiede aiuto al Drugo per consegnare il riscatto. Ad accompagnarlo nella sua avventura, come anche nelle sue abituali partite di bowling, troviamo Walter Sobchak (John Goodman), un veterano del Vietnam, e Donny Kerabatsos (Steve Buscemi), di cui poco si sa all'infuori della sua passione per il bowling. La bellezza del film non sta in una grande storia, o in una morale importante che insegna, ma sta nella grandezza dei personaggi, ognuno eccentrico e strano a proprio modo. Personaggi che compaiono anche solo una volta, come Jesus Quintana (John Turturro), o come Smokey (Jimmie Dale Gilmore), sono talmente caratterizzati bene, o inseriti in una scena talmente assurda, da diventare memorabili e indimenticabili. Per quanto riguarda la colonna sonora, è davvero figa, ma la prima cosa che mi salta alla mente è il sottofondo alla scena di Jesus, ovvero Hotel California degli Eagles in una divertentissima versione spagnoleggiante.

Chiudiamo con la sezione sui Libri. Vorrei parlare non di un romanzo, né di un autore in generale, ma di un ciclo di storie ben preciso, ovvero il Ciclo di Cthulhu, nato dalla mente di Howard Phillip Lovecraft. Negli ultimi anni ho visto un crescente interesse nei confronti di questo autore anche da parte di quei lettori che abitualmente non si interessano alla letteratura d'orrore. Il cosiddetto Ciclo di Cthulhu è composto da svariati racconti, i quali si intrecciano con quelli che hanno dato vita anche al più noto testo esoterico, ovvero il Necronomicon. Su quest'ultimo ci sarebbe da fare un lungo discorso a parte visto che ci sono ancora migliaia e migliaia di persone convinte della sua esistenza, ma lasciamo stare. I racconti che più mi sono piaciuti sono La Città Senza Nome, La Cerimonia, Il Richiamo di Cthulhu, Colui che sussurrava nelle tenebre, Attraverso i Cancelli d'argento e Il Libro. Ovviamente non solo questi costituiscono il Ciclo, anche perché l'universo creato da Lovecraft ha raggiunto un importanza tale da diventare una influenza fondamentale per gli scrittori horror. E non a caso moltissimi autori dopo di lui hanno contribuito ad espandere la mitologia dei Grandi Dei Antichi. Leggere Lovecraft significa addentrarsi in un mondo di follia, di paure inconsce e di misteri più antichi della Storia. Ogni pagina aggiunge dettagli ad un mosaico tanto realistico da suscitare tensione e paura a chiunque abbia l'ardire di leggere. Nonostante molti altri dopo di lui siano riusciti a creare ottime produzioni con il tema dell'orrore cosmico, nessuno è mai riuscito a superare il Solitario di Providence, il quale, nella letteratura horror in generale, è l'unico al pari di Edgar Allan Poe.

Come vedete, vi avevo promesso un Digest bello pregno di pensieri e stimoli, ed eccolo qui, il primo Digest Deluxe.

DON'T PANIC!

venerdì 20 aprile 2012

(Darker?) Days Ahead

Yohoho!
Vi avevo promesso novità, effettivamente ne ho, ma purtroppo non belle come speravo.
Countdown to Casualty è in pausa poiché il portatile si cui ci lavoravo ha deciso di rompersi. Fortunatamente ho recuperato tutti i dati, ma al momento sto utilizzando un portatile risalente all`età della pietra all`uscita di XP, quindi devo aspettare di avere una piattaforma più consona.
Avrei voluto dirvi qualcosa sul Progetto G, ma siccome anche questo é slittato a data da destinarsi, ma sicuramente precedente a CtC, devo mantenere il silenzio stampa.
Tenetevi pronti perché domani arriva il primo Digest Deluxe. Non avete scuse per perdervelo!
DON`T PANIC!

lunedì 16 aprile 2012

Music is my Business, and Business is Good! #2

Yo!

Con un leggero ritardo, ecco un nuovo post tutto dedicato alla musica.
Lo dico subito: anche questa volta sarà solo roba Metal. Sinceramente in questo periodo non ho tantissimo tempo da dedicare alla musica, quindi sfrutto quel poco che ho per ascoltare nuove uscite o semplicemente album che non ho ancora sentito.

Partirei subito con uno che mi è piaciuto parecchio, ovvero Incurso(2012), l'ultimo lavoro degli Spawn of Possession. Gli SoP suonano Death Metal, molto, molto tecnico, a tratti anche troppo, andando a finire in quello che ho sempre dichiarato non piacermi troppo, ovvero il death sterile, in cui la brutalità è praticamente assente per lasciar spazio a "semplici" virtuosismi. Fortunatamente questi svedesi riescono a mantenere la soglia di brutalità ben al di sopra del minimo sindacale e sfornano una serie di brani davvero travolgenti. A partire dalla opener Where Angels Go, Demons Follow (considerando che la traccia 1, Abodement, è un intro) è abbastanza chiaro lo stile del gruppo. Complici batteria e chitarre, il basso spesso finisce troppo in secondo piano e non di rado si sentono dei "vuoti" nel tappeto ritmico. Altri brani che consiglio sono Servitude of Souls e Spiritual Deception. Voto 8.

Passiamo ora ad un album che ha fatto molto discutere me e il mio gruppetto di alcolisti amici, ovvero Agony(2011) dei nostrani Fleshgod Apocalypse. Devo dire che è parecchio difficile dare un giudizio preciso su questo qui. Il più grande problema è la differenza che c'è tra Oracles(2009) e Mafia(2010), rispettivamente album di debutto e EP tra i due full-lenght, e Agony. Oracles è una vera e propria corazzata che ti travolge e ti sconvolge. Alcuni brani, come In Honour of Reason, Requiem in SI Minore e Infection of the White Throne potrebbero buttar giù le case. In Mafia si nota un cambiamento, ma è ancora abbastanza lieve, e infatti i 3 brani originali, ovvero Thru Our Scars, Abyssal e Conspiracy of Silence sono fenomenali. Agony prende tutta un'altra strada. Si passa da un Death Brutal molto Tecnico, ad un Death Brutal molto, troppo Sinfonico. Cristo sì, gli archi coprono quasi completamente le chitarre. Non è possibile. Ricordo la prima volta che ho sentito The Violation, singolo che anticipava l'uscita dell'album. Credo di non aver mai riso e bestemmiato così tanto negli ultimi tempi. Piano piano però, ascolto dopo ascolto, ho cominciato ad apprezzarlo, e dopo averlo sentito live, mi sono dovuto ricredere. Effettivamente è un gran bell'album. Davvero bello. E dal vivo cavoli, spacca in una maniera impressionante. I brani che consiglio di ascoltare sono The Hypocrisy, The Violation, The Egoism (cosa non è devastante il blast finale?) e The Forsaking, anche se andrebbe ascoltato nella sua interezza poiché sembra esserci un sottile filo conduttore. Voto 8.

Restando in tema di Brutal Death, anche se molto differente, vorrei spendere qualche parola per Seven...A Dinner for One, secondo album dei Milking the Goatmachine, uscito nel 2010. Sono mesi, anzi anni, che sento parlare di loro. Chi dice che siano dei geni, chi degli imbecilli, io li ritengo entrambi. Cazzo, non so quanti anni siano passati dall'ultima volta che un album di questo genere mi abbia fatto quasi ridere e mi abbia messo di buon umore durante una giornata di merda. La opener, Seven, è davvero cazzuta. Niente di originalissimo, ma è una bella canzone con i controcazzi. Altre canzoni che spaccano sono la terza traccia, Crunchy & Tasty, e la decima, Down the Brook. Dalla undicesima alla sedicesima sono tutte parodie in chiave brutal di canzoni famosissime, tra le quali la migliore a mio avviso è Milk Me Up Before I Go Go. I fan della musica tecnica e molto ragionata schiferanno subito questo album, ma chi invece cerca un album per passare una buona mezz'ora, o probabilmente anche meno, non avrà nulla di cui lamentarsi. Voto 9, non perché l'album sia così spettacolare, anzi, ma trovare un gruppo che sia divertente senza essere né banale né noioso è davvero molto difficile.

Dulcis in fundo, ci spostiamo dal Death Metal ad un Metal molto progressivo, molto Jazz Fusion. L'album in questione è Weightless (2011) degli Animals as Leaders. Preciso subito che è un gruppo esclusivamente strumentale. Conoscevo il gruppo solo per la fama di Tosin Abasi, uno dei chitarristi. Un bel giorno mi sono deciso a concedere un ascolto al loro ultimo lavoro e ho quasi avuto paura. Sin dalla prima nota della opener An Infinite Regression, ho subito capito che c'era qualcosa che non andava, e più andavo avanti con l'ascolto, più i miei dubbi aumentavano. Il tutto può essere riassunto con questa domanda: MA COME CAZZO? Mah, sono davvero esterrefatto dalla quantità di idee e soprattutto dalla qualità di queste. Sinceramente ho sempre trovato molto noioso il tecnicismo fine a se stesso e ad un ascolto superficiale può sembrare tale. Ma non è questo il caso. Qui riff pieni di carattere ed emozionanti lasciano velocemente spazio a Lead da mani nei capelli per poi tornare a riff tecnici ma allo stesso tempo "sentiti". Ascolti obbligati sono la opener sopracitata, Odessa, Do Not Go Gently e Weightless. Monumentale. Voto 9, anche se è un voto che andrebbe visto separatamente a rispetto a tutti gli altri che ho mai dato.

Direi che di roba per cui insultarmi ce n'è abbastanza, quindi la smetterei qui con questo blablablare irrazionale.

DON'T PANIC!

venerdì 13 aprile 2012

Comunicazione di Servizio #1

Yohoho!

Purtroppo per questa non ci sarà nessuna uscita del vostro Digest preferito, ma non disperate, settimana prossima ne avrete una versione Deluxe.
Aspettatevi per domani un post tutto musicale, e magari anche qualche aggiornamento per quanto riguarda i vari progetti, come Countdown to Casualty e il Progetto G.

DON'T PANIC!

giovedì 5 aprile 2012

Random Digest #12

Yohoho!

Avrei voluto pubblicare il post ieri, ma nonostante l'avessi preparato, mi sono dimenticato di pubblicarlo.
Comunque, senza anticiparvi nulla, voglio solo dire di aspettarvi grosse news a breve per quanto riguarda i miei molteplici progetti, ovvero Countdown to Casualty, il Project V, la rinascita del mio progetto Black/Death e Gamerland!

Giusto ieri sera ho finito di vedere un Anime decisamente recente, contando che l'ultima puntata è andata in onda il 27 Marzo. L'anime in questione si chiama Ano Natsu de Matteru (conosciuto anche come Waiting in the Summer). è una commedia romantica con un pizzico di sci-fi, molto sulla falsa riga di Onegai, Teacher (di cui ho parlato nell'ormai "classico" Digest #1). C'era d'aspettarselo visto che con il sopracitato O.T. condivide sceneggiatore e character designer. Obiettivamente non è male, i disegni sono davvero belli, o almeno a me sono molto piaciuti; i personaggi non sono male, non sono né troppo statici, né hanno cambi repentini. Non è un grande anime sentimentale, anzi, come già detto in precedenza per altri, ce ne sono di migliori, ma tutto sommato vale la pena guardarlo. Io non mi sono mai annoiato, ed è un buon segno visto che sempre più spesso verso la quarta o quinta puntata mi ritrovo a sbadigliare in attesa della solita sesta o settima (nel caso si tratti di serie da 12 puntate) in cui va tutto a puttane succedono i casini.

Approfittando dell'uscita per PSVITA di BlazBlue Continuum Shift Extend, vorrei parlare di entrambi i titoli che compongono questa saga. Innanzitutto stiamo parlando di picchiaduro, un genere che non mi fa impazzire devo dir la verità. Cioè, li ho giocati tutti parecchio, Virtua Fighter, Street Fighter, Mortal Kombat, Tekken, Dead or Alive, King of Fighters e chi più ne ha più ne metta, ma sinceramente fatico ad appassionarmici. Questo qui però mi ha davvero preso, soprattutto le versioni per PSP. Al primo della serie, BlazBlue Calamity Trigger, ci ho giocato anche su Xbox360, ma su console portatile mi ha divertito molto di più. Sarà che i controlli sono stati resi in maniera davvero ottima e con la giusta dose di allenamento niente è impossibile. La cosa bella è che se sei un neofita non hai troppa difficoltà a saltar sul carro e cominciare a dare i primi pugni e, anche quando le cose si fanno più intense, hai sempre il tempo di adattarti ed imparare (a differenza di Street Fighter IV, che o ci sai giocare da subito, o è inutile che lo metti su). I personaggi giocabili nel primo non sono molti, nel secondo direi che sono discretamente assortiti, ma la cosa bella è che ognuno è diverso. Ognuno ha uno stile davvero differente dall'altro e questo mi ha preso parecchio perché era una sfida a saperli usare tutti.

Settimana Fumetti. Parliamo quindi di Justice League: Generazione Perduta. Serie pubblicata in Italia in 3 albi da fumetteria (è composta da 24 numeri), parla di cosa accade a Booster Gold, Ice, Fire, Capitan Atom, Rocket Red e Blue Beetle dopo La Notte più Profonda. Alla fine della maxi-saga infatti, Maxwell Lord, precedentemente loro capo/alleato-diventato-nemico, torna in vita e rimette in moto il suo piano di controllo globale, che ricordiamo l'aveva portato alla morte per mano di Wonder Woman poco prima di Crisi Infinita. Dire che ho amato questa serie è poco. Booster Gold mi è sempre piaciuto, ho letto tutti gli albi in cui sia mai comparso, e mi è piaciuta parecchio la sua evoluzione e ora lo troviamo addirittura a "capo" della JLI. Per tutti quelli che amano i fumetti di supereroi belli intrisi di complotti, macchinazioni e mazzate, è sicuramente una lettura quasi obbligata. Certo, il prezzo non è proprio dei più "accessibili", ma ne vale la pena. Sempre a proposito di fumetti, non voglio nascondere il fatto di essere "leggermente" eccitato per il Reboot/New 52 che sta per arrivare ora anche in Italia (precisamente a Maggio). è inutile girarci attorno, ormai è qui e quindi dobbiamo farcelo andar bene. Sono davvero curioso di leggere Grant Morrison su Action Comics, anche se la mia attenzione è tutta per Animal Man, Justice League International, Justice League Dark e la nuova serie di Lanterna Verde con *SPOILER ALERT* Sinestro protagonista *FINE SPOILER*, anche se purtroppo due di queste serie (la prima e la terza), non saranno ancora pubblicate in Italia.

In chiusura parliamo di Musica, spenderei quindi qualche parola sull'ultimo lavoro dei Cannibal Corpse, Torture. Per chi non li conoscesse (chi non li conosce? vabbè, qualcuno ci sarà), sono la più grande band Death Metal attualmente in circolazione (badate bene, grande non significa migliore). A mio avviso l'album parte molto bene e proseguire l'ascolto è un piacere, molto fluido e vario. Per me è molto, ma molto migliore dell'ultimo Evisceration Plague e per certi versi anche del precedente Kill. Finalmente sento i Cannibal con delle nuove e, soprattutto, belle idee. Tutti sono in gran spolvero, suonano davvero da dio e soprattutto Alex Webster (il bassista) dà prova di essere all'altezza della fama che ha. L'unica cosa che mi chiedo è: ma prima o poi prenderanno un batterista decente? Ok, ci sono batteristi molto peggiori di Paul Mazurkiewicz (vedasi Lars Ulrich), ma cazzo, è scandaloso. Nonostante tutti gli aggiustamenti fatti a computer, rimane un cane, e il tutto si intensifica se poi li si sente live. Ma tutto sommato, a parte in un paio di brani, si può ritenere passabile. Le canzoni di cui consiglio l'ascolto sono Sarcophagic Frenzy, As Deep as the Knife will go e The Strangulation Chair.

DON'T PANIC!

giovedì 29 marzo 2012

Random Digest #11

Yo!

Siccome settimana scorsa il Digest è uscito di Venerdì, per tornare alla solita uscita del Martedì devo avvicinarmici pian piano.

Stesso discorso di settimana scorsa per gli Anime, ovvero non sono riuscito a guardar nulla. Che palle. Vabbè, di anime di cui posso parlare ne ho parecchi, quindi parlerei di un altro classico. E se settimana scorsa l'avete scampata, direi che questa volta vi tocca. Parliamo quindi di Neon Genesis Evangelion. Eva è uno di quei cartoni che o lo ami alla follia, o lo reputi un incredibile accozzaglia di cazzate. Personalmente, lo amo. Ok sì, anche io lo trovo stra-angosciante, ma credo che sia uno dei punti di forza del cartone. Cioè, stiamo parlando di post-apocalittico, quindi o la prendi sul "ridere" come nel gioco Fallout, oppure mostri i risvolti psicologici che la possibilità della distruzione dell'umanità ha su delle persone normali. Ciò è ben visibile con il protagonista, Shinji Ikari, che non perde mai tempo per piangersi addosso e pensare a scappare. Non dico che tutti ci comporteremmo come lui, ma sicuramente si contano sulle dita di una mano quelli che messi realmente in una situazione simile salirebbero su un mech e comincerebbero a sparar a destra e a manca senza farsi problemi. Comprendere a fondo ogni spunto e ogni tematica affrontata da questo anime è da folli. Ci vogliono più e più passaggi per cogliere la maggior parte delle cose, ma c'è sempre qualcosa che sfugge. Le cose si complicano ancor di più se consideriamo i vari livelli su cui è possibile interpretare non solo il finale originale, le tanto odiate puntate 25 e 26, ma anche il finale "alternativo" presente in The End of Evangelion. Ho visto le versioni in blu ray di Rebirth of Evangelion, e non so cosa pensare. Da un lato vorrei dire che sono migliori dell'originale, dall'altro però so che non è così, perché non hanno più la stessa atmosfera, direi che è diventato parecchio più action. Sono in trepidante attesa per il 3 e Final.

Per la parte Videogiochi, questa settimana sono stato fortunatissimo e contentissimo. Sto giocando alla Beta di Diablo III e, dopo parecchie ore, mi chiedo ancora come facciano quelli di Blizzard a fare solo cose della madonna. Bah, è bello sotto ogni punto di vista, forse troppo. Non vedo l'ora di metter le mani sulla versione definitiva. Ah, ho anche completato la campagna di CoD Modern Warfare 3, cazzo se è figa. Non sono un grande appassionato di CoD. Anzi, diciamola tutta, preferisco altri sparatutto (è praticamente l'ultimo nella mia lista), ma devo dir la verità, la campagna è davvero ben fatta. Significativo il finale, molto più delle apparenze.

Settimana Manga. Di che parlo? Massì, parliamo di Pretty Guardian Sailor Moon. Devo star davvero qui a scrivere di cosa parla? Sul serio? Siccome so che tutti sapete di cosa si tratta, passerò subito a delle considerazioni personali. Anche se ero dubbioso inizialmente, l'ho trovato molto bello, e soprattutto molto più maturo rispetto all'anime. Anche alcuni story-arc, come quello dove arriva l'unicorno con cui Chibiusa si diverte a far bestiality amico di Chibiusa, che nell'anime mi erano sembrati davvero bislacchi e noiosi, qui si sono rivelati molto più intelligenti e interessanti. Sono anche contento del fatto che nel manga la parte "stupida e becera" sia stata eliminata (come dimenticare la puntata in cui, mentre Sailor Moon e Chibiusa vengono pestate a sangue da un nemico, le altre quattro sono in giro a cercare un fidanzato). Ottimi anche i due volumi Codename: Sailor V, anche se magari il mio giudizio è di parte, visto che sono innamorato di Marta/Minako da tempo immemore. Interessanti anche le Short Sories, anche se non più di tanto.

Dulcis in fundo, parliamo di Libri. Mi sembra quindi doveroso parlare di quello che è uno dei miei libri preferiti, ovvero Norwegian Wood (da alcuni conosciuto come Tokyo Blues), di Haruki Murakami. I generi a cui più facilmente riesco a collegarlo sono quelli del romanzo di formazione e del romanzo d'amore. La storia è un lungo flashback raccontato dal protagonista, Watanabe Tōru, che mentre atterra con un aereo ad Amburgo sulle note di Norwegian Wood dei Beatles, racconta dell'incontro avuto molti anni prima con Naoko, la fidanzata del suo amico Kizuki. Il ricordo di Naoko servirà da spunto per parlare dei suoi anni universitari e del suo percorso di dolore e crescita. L'ho letteralmente amato. Esattamente come per un altro libro di Murakami, ovvero Kafka sulla Spiaggia, l'ho cominciato e ho letto subito una cinquantina di pagina. Poi mi sono stancato e l'ho mollato per un paio di mesi. Quando mi sono finalmente deciso a riprenderlo in mano, l'ho letteralmente divorato. Nonostante penso sia un capolavoro, non credo sia un libro per tutti. La sua atmosfera, il carattere dei personaggi, soprattutto del protagonista, lo rendono, a mio avviso, pienamente fruibile solo da alcuni tipi di persone.


DON'T PANIC!