martedì 21 febbraio 2012

Random Digest #6

Inesorabile come una nonna che non ti fa alzare da tavola se prima non hai mangiato cofanate di cibo, è il momento delle cagate settimanali.

Questa settimana non ho avuto molto tempo e sono riuscito a vedere solo una serie Anime, di cui però sono entusiasta. La serie in questione è Toradora, passato qualche tempo fa su Rai4 ma l'ho comunque visto in SubIta visto che mi sono piaciute molto più le voci Jap che italiane. La storia comincia con Ryuji Takasu, un ragazzo frustrato dal fatto che a causa dei suoi tratti facciali tutti lo credono un teppista, mentre in realtà è un ragazzo gentile. Il primo giorno del secondo anno di superiori si scontra con Taiga Aisaka, una ragazza molto bassa, conosciuta per la sua violenza. "Casualmente" entrambi sono innamorati dei rispettivi migliori amici, Minori Kushieda e Yusaku Kitamura. La serie è composta da 25 episodi e sinceramente non mi sono mai annoiato. La bellezza di questo anime sta anche nel fatto che non si va mai nell'estremamente stupido o estremamente triste, a parte in un paio di rare occasioni, ma rimane sempre equilibrato, con un ritmo non troppo veloce. Diciamo che la trama non è originalissima, tant'è che molte cose si possono immaginare fin da subito, però è in ogni caso molto bella e molto ben sviluppata, e non nascondo che nell'ultima puntata, soprattutto nella seconda metà, ho faticato a non far cadere almeno una lacrimuccia.

Videogames.. Con tutte le cose che ho per la testa e che ho da fare ultimamente, ammetto che sto giocando molto poco. Solitamente quando ho un po' di tempo in cui potrei giocare, mi dedico invece a proseguire il mio videogame, ma devo rimandare ancora la discussione ad un altro post. Ho avuto però modo di giocare un pochino a The Darkness II e sono davvero contento. Solitamente i sequel faticano a mantenere gli standard posti dai primi capitoli, ma non si può dire di TD2. Rispetto al capitolo originale troviamo molte modifiche e migliorie, dalla grafica, ai comandi, al gameplay. Unica vera nota dolente è il doppiaggio italiano, davvero scadente. Precisiamo: le voci sono davvero belle e scelte bene, ma sembrano messe lì alla cazzo di cane. Se ti parla un nemico che è a 150 metri da te, sembra che ti stia urlando nelle orecchie. Ho anche provato la demo di Mass Effect 3 con tanto di controlli Kinect, e sono impressionato. Qui siamo a livelli altissimi sotto tutti i punti di vista, e se ero dubbioso sul Kinect che fino ad ora mi era sembrato molto, ma molto impreciso, qui è gestito a regola d'arte, permettendo ancora di più immersione con il comandante Shepard.

Il Manga fortunato vincitore di questa settimana è Video Girl Ai, capolavoro di Masakazu Katsura. Ho letto quasi per caso questo manga: mi è stato consigliato dalla proprietaria della mia fumetteria di fiducia e al tempo non ero ancora molto nei manga sentimentali. Anzi, si può dire che se non fosse stato per VGA, non mi sarei interessato mai a questo "genere", perdendomi davvero molto. La storia parla di Yota Moteuchi, un ragazzo disperato perché non riesce a dichiararsi alla ragazza che ama, Moemi Hayakawa, che a sua volta è innamorata del miglior amico di lui, Takashi Niimai. Scoraggiato dalla scoperta, decide di fermarsi a prendere una videocassetta in uno strano negozio e, quando a casa la fa partire, dalla TV esce Ai Amano, una video girl che dovrebbe aiutarlo nella sua vita amorosa. Ma avendo riprodotto la cassetta in un videoregistratore rotto, lei ne esce "guasta", e tra le varie cose può provare emozioni. Questo è proprio l'inizio della storia, che si sussegue con colpi di scena continui. L'ho letteralmente amato, e l'ho anche divorato, nel senso che sono passato da avere 0 volumi, ad averli tutti e 13 in 4 o 5 giorni. Credo che questa sia la serie principe delle commedie romantiche/sci-fi. Lo consiglio a chiunque piacciano le storie d'amore belle complicate, ma in generale consiglio qualsiasi lavoro di Katsura. Ho letto anche I"s, altra storia d'amore, e sto leggendo Zetman, un seinen d'azione, e sono entrambi magnifici.

Questa settimana non ho voglia di parlare di musica, anche perché ho ascoltato solo 3 o 4 album nuovi e devo ancora decidere bene cosa ne penso. Direi quindi di inaugurare un paragrafo sui Libri. E da dove cominciare se non dalla serie nerd per eccellenza, ovvero la Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams? è una trilogia composta da 5 parti, con in più una sesta scritta da Eoin Colfer (autore della serie di Artemis Fowl). Si legge velocemente, sono poco più di 200 pagine ognuno. Trovarlo noioso è quasi impossibile: tutti i libri sono infatti intrisi di una comicità mai stupida o triviale, ma non per questo di difficile presa. Il protagonista è Arthur Dent, che all'inzio del primo romanzo scopre che gli verrà a breve demolita la casa per far spazio ad una superstrada. Poco dopo, scoprirà che anche la Terra stessa sta per avere lo stesso destino. Quando tutto sembra perduto, Arthur si ritrova a bordo dell'astronave degli alieni che hanno distrutto la Terra grazie all'aiuto di un suo vecchio amico, Ford Prefect, che si rivela essere egli stesso un alieno. Da qui partiranno una serie di rocambolesche e oltremodo assurde avventure con cui Arthur imparerà a far fronte alla distruzione della Terra (o forse no?).

DON'T PANIC!

2 commenti:

  1. Aspettavo da tempo un parere su "Guida galattica per autostoppisti", anzi ne ho sempre aspettati troppi di pareri, tanto che ancora non mi sono convinta ad intraprendere la lettura.
    Una domanda semplice e banale, è un libro pesante per i non appassionati di fantascienza e/o tutto ciò che non è ambientato sulla terra?

    Ti ringrazio ^-^

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    1. Ciao!
      Secondo il mio modestissimo parere è un libro fruibile da chiunque. Ovviamente lo sconsiglio se proprio non sopporti l'ambientazione "spaziale", ma altrimenti è semplice da leggere. Non è come altre saghe che si perdono in mille menate e seghe mentali sui ragionamenti per come funzionano le cose. Poi ci sarebbero davvero tante cose da dire, però per dare una risposta secca alla tua domanda: no, non è assolutamente pesante.

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